L’uscita di scena dell’attuale Presidente del Consiglio lascia un Paese in macerie etiche, economiche, politiche. E’ stato allo stesso tempo artefice del degrado e strumento passivo, pedante e insolente, vile e aggressivo, di quell’Italia inetta e minore, intrisa di doppia morale, che nel secolo scorso ha espresso il fascismo e oggi persegue il medesimo disegno di occupazione dello Stato a fini di interesse personale, sotto le spoglie di un liberalismo estremista e del trasformismo parlamentare. Per altro verso, l’assetto politico generale attuale è espressione compiuta dell’epoca corrente: la deriva personalistica, imposta dal populismo liberalista radicale, si estende a ogni livello organizzativo di ogni partito, la legge elettorale rende proibitivo il compito della selezione di personale politico omogeneamente integro sotto il profilo morale, la precarizzazione del lavoro, facilitando il controllo estensivo dei media di massa attraverso un’esigua minoranza di giornalisti a tempo indeterminato e una folla di precari obbligati alla perfetta obbedienza, rende convulsiva la comunicazione, esasperandone la conflittualità e abbattendone il contenuto di informazione. Per queste ragioni, allo stato delle cose, la conclusione di una parabola personale non porterà ad altro che un mero e conflittuale riassetto del consenso nella destra italiana, non potrà produrre spostamento del consenso verso il centro-sinistra né, soprattutto, renderà matura un’alternativa politica ormai urgente. Nella condizione qui descritta, nessuna organizzazione di partito può, così com’è, uscire dalla difficoltà corrente e nessuna prospettiva futura è stabile e certa. E’ necessario dunque introdurre novità di metodo politico, prima che la transizione post-berlusconiana travolga le istituzioni e i partiti democratici.
“Formazione Italia” è un’associazione politico culturale che nasce su impulso della società civile e dell’Italia dei Valori per perseguire in forma organizzata i seguenti fini: formazione all’etica pubblica, formazione al senso dello Stato e delle Istituzioni, formazione al metodo politico, formazione alla capacità di governo, educazione e pratica del metodo democratico, educazione alla convivenza, alla condivisione, all’accoglienza, sostegno alla Legge come luogo proprio della convivenza civile, come perimetro laico dell’esercizio della completa, matura e fattiva libertà intellettuale, spirituale ed etica, ripristino del sentimento pubblico della vergogna, contrasto della deriva personalistica della doppia morale, sviluppo e diffusione di innovazione culturale adeguata alla fase di trasformazione corrente dell’assetto economico e delle relazioni sociali e politiche.
“Formazione Italia” sarà un organizzazione estesa sull’intero territorio nazionale e si potrà avvalere del supporto organizzativo delle articolazioni periferiche del Partito. Sarà una organizzazione ad accesso controllato, poiché la domanda di iscrizione, individuale o in forma collettiva, sarà accolta nella forma di “ospite”, per un periodo non inferiore a un anno, e perfezionata solo successivamente nelle forme e nei medi previsti dallo statuto costituente, dopo verifica di criteri non negoziabili di integrità morale e spirito di servizio, allo scopo esplicito di scoraggiare l’ingresso in politica a fini di carriera personale. Per sua natura, come organizzazione fiancheggiatrice de L’Italia dei Valori, “Formazione Italia” nel suo insieme e i suoi iscritti individualmente non adiranno a nessuna tornata elettorale, di alcun tipo e ordine, se non su richiesta e indicazione esplicita del Partito. Per altro verso, Italia dei Valori, attraverso lo sviluppo di “Formazione Italia” intende rendere manifesta la propria volontà di farsi parte attiva e traente nel processo di rigenerazione della buona politica di cui il Paese ha urgente e sensibile bisogno. Offre così all’assai ampia costellazione di forze autonome che si sono negli anni costituite sul territorio, rivendicando la volontà di iniziativa sociale e politica al riparo dei fenomeni degenerativi del sistema dei partiti che ha interessato il Paese negli ultimi anni, un luogo di confronto, crescita, sviluppo, conoscenza reciproca e iniziativa, rinunciando nello stesso tempo a qualsiasi tentazione di strumentalizzazione o egemonia ma con la ferma determinazione a concorrere alla rinascita democratica del Paese.
Il Coordinatore Nazionale
Lucio Libonati
Lucio Libonati
Idee ed attivismi politici di Lucio Libonati
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formazioneitalia.org
Cari amici, amiche, compagni e compagne,
nell’ultimo periodo ho riflettuto molto anche sull’ attuale situazione politica che vive il nostro paese, ed ho pensato di farvi conoscere alcune mie valutazioni e scelte politiche.
Dopo l’esperienza europea e l’ottima affermazione grazie soprattutto al vostro aiuto, e su questo non finirò mai di ringraziarvi, ho deciso di lasciare la Federazione della Sinistra. Sono giunto a questa decisone principalmente per questi motivi:
Penso che nel nostro paese c’è tanta cultura di sinistra, penso alla sinistra socialista al riformismo rivoluzionario di Lombardi, penso al comunismo libertario di Gramsci aperto e critico, penso al laburismo cristiano, a come sia centrale anche nella lotta per la giustizia e per la propria condizione sociale la persona, ma niente di tutto ciò secondo me rappresenta la Federazione della Sinistra.
C’è bisogno di una sinistra responsabile rispetto alla grave situazione economica che il nostro paese sta attraversando: una sinistra di idee, di programmi e di proposte e non di una sinistra senza idee, senza proposte, insomma una sinistra estrema.
L’uscita dal parlamento italiano, per la prima volta in una democrazia, non è solo l’esito di una catastrofica esperienza di partecipazione al governo ma una confusa aggregazione elettorale gestita da un ceto politico chiuso, mediocre, autistico.
Principalmente sono questi i motivi che mi hanno spinto ad abbandonare, anche a malincuore, quella esperienza politica. Naturalmente continuerò il mio lavoro politico andando in giro nei territori, tra la gente e di continuare ad essere uno di voi portando avanti le nostre idee ed i valori per i quali ci siamo battuti fino ad ora.
Lucio Libonati
PUNTI PROGRAMMATICI
POLITICHE PER I GIOVANI
- Creazione di una carta studenti provinciale. Per una cultura libera e condivisa è indispensabile rendere il sapere accessibile a tutti. Per questo impegnerò tutte le mie forze per la promozione di agevolazioni per studenti medi ed universitari, per fronteggiare le difficoltà economiche nelle quali si trovano, attivando una carta studenti.
- Una politica per sostenere ed incentivare la società a dare il proprio contributo alla crescita nella nostra Regione. “Destiniamo un contributo ai figli dei disoccupati che frequentano l’università”. Borse di studio destinate agli orfani dei caduti sul lavoro e contributi per il pagamento delle tasse annuali agli studenti universitari figli di persone disoccupate. Si punta a “garantire un incentivo per realizzare l’intero ciclo formativo di quei ragazzi che hanno vissuto la tragica esperienza della perdita di un genitore”.
- Promuovere la partecipazione dei giovani alla vita attiva della società. Credo nella condivisione delle esperienze e per questo intendo incentivare i luoghi di aggregazione giovanile attraverso l’apertura e la valorizzazione di tutti centri o laboratori che possono offrire servizi educativi e socialmente utili alla crescita ed al benessere di pre-adolescenti, adolescenti e giovani. Si provvederà al potenziamento della rete per favorire il flusso delle informazioni, e a realizzare manifestazioni, come Expo delle associazioni giovanili.
- Ricerca ed Innovazione. Per rilanciare l’economia è indispensabile creare nuovi posti di lavoro: per fare ciò è fondamentale investire nella ricerca e nell’innovazione. Bisogna evitare che i nostri giovani emigrano.
- Diffondere la cultura. Creare dei corsi di formazione, tirocini, stage per formare i nostri giovani, visto che oggi solo la cultura può dare dignità lavorativa ad un ragazzo che vuole emergere nel Mezzogiorno, mentre oggi è costretto ad emigrare perché mancano gli strumenti giusti.
AMBIENTE E TERRITORIO.
- Una politica ambientale per uno sviluppo sostenibile. La morfologia che contraddistingue la nostra regione, è composta dalla montagna, dalla collina, dalla fascia costiera, dal centro urbano. Per ognuno di questi ambienti, ho in mente dei progetti:
Per la montagna, manutenzione e riforestazione, percorsi eco-religiosi, bonifica delle discariche abusive.
Per la collina, ripristino delle cave, riforestazione, bonifica delle discariche, sistemazione delle strade collinare, pista cliclabile ove possibile.
Per la fascia costiera, manutenzione e messa in sicurezza delle strade, stazioni turistiche “verdi” a gestione strutture ludico – sportive.
Per il centro urbano, piano traffico, “Pedibus” e “bike sarin”, parchi giochi, Piano del Verde.
Per gli animali, l’istituzione di uno sportello per i diritti degli animali.
- Gestione dei rifiuti. Si vuole potenziare la raccolta differenziata, al fine di ridurre al minimo lo smaltimento dei rifiuti nel rispetto della natura e della salute dei cittadini.
- Valorizzazione e sviluppo delle aree protette. L’ambiente è la risorsa primaria della nostra regione: abbiamo delle aree naturali incontaminate e stupende che sono abbandonate all’incuria. Salvaguardarle e valorizzarle dovrà essere il nostro obbiettivo principale. Per uno sviluppo reale e tangibile della nostra regione dobbiamo partire dalla base del sistema: predisporre un Piano per l’industria ambientale, l’agricoltura e il turismo basato su un nuovo modello di sviluppo fondato sull’economia ambientale e migliore intervento pubblico. Programmare un piano di sviluppo produttivo a partire dalle risorse umane e dalle colture presenti nella nostra regione, valorizzando ricerca universitaria e tecnologie innovative, collegando i saperi e le tradizioni alla cura del territorio e alla produzione di qualità.
- Valorizzazione del verde e delle costruzioni in pietra e legno. Dare dei contributi a quanti decidono di costruire o modificare nel rispetto dell’ambiente le loro abitazioni nella nostra regione. In particolare, creare le condizioni per agevolare quanti decidono di costruire con materiali in pietra o in legno, e ridurre così la cementificazione.
ENERGIA.
- Investire sulle energie rinnovabili. Per un risparmio economico ma anche, e soprattutto, per un rispetto dell’ambiente in cui viviamo bisogna puntare sull’energia rinnovabile. Per energia rinnovabile s’intende energia prodotta grazie al semplice sfruttamento delle risorse naturali, senza rischi di inquinamento: un’energia pulita, verde ed eco compatibile, che va dall’eolico al solare.
TURISMO E TRADIZIONI.
- Promozione della Dieta Mediterranea. Si vuol dare avvio ad un’indagine conoscitiva sulle produzioni agroalimentari della nostra Regione nel contesto della Dieta Mediterranea, con l’obbiettivo non solo di valorizzare i prodotti tipici locali, ma di promuoverli in Italia ed in Europa.
- Guida cartacea. Al tempo stesso verrà realizzata una guida cartacea raffiguranti le bellezze naturali ed architettoniche della nostra regione, e promuovere anche le tradizioni dei singoli comuni.
INFORMATIZZAZIONE DEL TERRITORIO
- Puntare sulle nuove forme di comunicazione. Si vuol creare una grande rete internet in tutta la regione. Ormai tutto vive e viaggia nel vasto mondo delle telematica e la nostra regione non può rimanere indietro. Lo sviluppo digitale del territorio deve essere uno dei primi impegni che la regione deve mettere in agenda. Creare dei punti internet per tutti ma soprattutto per quelli che non possono permettersene una a casa. Incentivare corsi di formazione per la conoscenza del computer e delle sue funzioni. Puntare sulla telematica per snellire la burocrazia regionale e promuovere sempre di più e con forza la ricerca di nuove e sempre più innovative vie di comunicazione. L’informatizzare il territorio aumenta l’efficienza della Pubblica Amministrazione, la competitività del sistema produttivo e lo sviluppo socio-culturale del territorio. Proprio per questo motivo si devono creare varie azioni che vanno proprio in questa strada: fornire infrastrutture; gestire banche dati condivise; sviluppare sistemi informatici; realizzare portali di servizi.
Creare un grande sviluppo in tutta la regione soprattutto in quelle zone a rischio di esclusione creare così un grande collegamento tra Enti Pubblici, cittadini, imprese (in particolare medie e piccole) e mondo della ricerca.
UNA PARTICOLARE ATTENZIONE VERSO I DIVERSAMENTE ABILI
- Le persone diversamente abili devono uscire dall’anonimato e si devono incentivare politiche sociali che vanno proprio in questa direzione. Eliminare ogni barriera architettonica e creare delle strutture apposite per le attività dei disabili; delle strutture nelle quali loro si devono sentire a casa e devono poter usufruire di ogni cosa. Troppe volte abbiamo sentito parlare di persone disabili chiuse in casa perché prive delle possibilità sia materiali che psicologiche per poter affrontare il mondo esterno. Tutto questo deve essere solo un vago ricordo creando tutte le prospettive per una rinascita sia sociale sia politica sul tema dell’handicap. Promuovere posti di lavoro. Proporre anche dei curricola scolastici perchè la sensibilizzazione verso questi temi deve partire proprio dalla scuola, il luogo di socializzazione dopo la famiglia. Tale sensibilizzazione deve essere indirizzata alle menti giovani ancora non scalfite da pregiudizi e stereotipi.
Parole che fanno piacere
Il commento dell’amico Vito Calabrese al mio libro mi ha fatto particolarmente piacere ed ho pensato meritasse uno spazio ed una visibilità maggiore, così mi scuserete se ve lo ripropongo come post.
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